Open day Fondazione S.S. Lazio 1900, il ringraziamento della Presidente Gabriella Bascelli

Ieri 4 dicembre 2021, si è svolto l’Open Day della Fondazione S.S.Lazio 1900. In qualità di presidente ci tengo a ringraziare di cuore quanti hanno curato l’organizzazione dell’evento, quanti vi hanno preso parte, sia fisicamente sia seguendo sui media la bellissima mattinata, quanti hanno maturato l’idea di conoscere meglio la Fondazione, magari domandandosi quale sia la sua finalità.

Questo percorso lo abbiamo iniziato 3 anni fa quando tutte le sezioni della Polisportiva (o come la chiamava Renzo Nostini la S.S.Lazio generale) hanno tenuto gli “Stati Generali della S.S.Lazio” indicando la via per la creazione di un soggetto che – a 100 anni dall’elevazione della Società Podisitca Lazio ad Ente Morale, il 2 giugno 1921 – potesse rafforzare il focus sul sociale, sull’attenzione alle disabilità ed all’emarginazione, sulla promozione di stili di vita sani e salutari, sullo sport per tutti, nel solco dell’insegnamento dei Fondatori.

Ho provato sulla mia pelle cosa voglia dire la disabilità, trovandomi per due volte ad affrontare periodi che mi sembravano infiniti, diagnosticati dai medici in bilico fra la vita e la morte, in cui con la sedia a rotella cercavo di farmi forza.

Ho provato sulla mia pelle cosa sia la condizione di discriminazione e la rabbia sociale, essendo cresciuta in un Sudafrica che ha vissuto l’apartheid e la tensione sociale, esplosa in violenze senza quartiere.

Lo sport, con l’aquila sul petto e i colori biancocelesti, è stato la forza. Per rialzarmi da queste due condizioni, problematiche dal punto di vista dei parametri clinici e delle analisi sociali.

Lo sport come rigenerazione. Come fattore di unità e non di divisione.

Dopo questi incidenti ho vinto da atleta della S.S.Lazio 23 titoli italiani nel canottaggio, un oro, un bronzo e due argenti ai Campionati Europei, un oro a Mondiali U23, due argenti ai Mondiali Juniores ed un bronzo ai Mondiali assoluti fino a partecipare con la Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008.

Oggi il mio sogno è dare a tutti la possibilità di praticare sport e di trovare un riscatto, una rigenerazione. Ho accettato la Presidenza della Fondazione per questo.

E perché so quanto noi donne abbiamo dato e diamo al mondo biancoceleste. La Lazio fu eretta in Ente Morale con Regio Decreto: ciò avvenne grazie al Genio Femminile biancoceleste, che in quegli anni a cavallo della I Guerra Mondiale tenne in piedi la Lazio. Annoverava persone come Grazia Deledda (premio Nobel per la Letteratura), Adelaide Parboni, Giulia Oddone, fino negli anni successivi a Mafalda di Savoia. Trasformarono la sede della Lazio in “asilo Lazio” per gli orfani di Guerra a via Veneto 7 e il campo della Rondinella in orti di guerra per i bisognosi.

Io voglio che la Fondazione Lazio sia questo.

Sono, siamo tutti noi della Fondazione, a disposizione e desiderosi di incontrare chiunque voglia perseguire queste finalità e condividere un percorso di “dono”, in un momento storico in cui tante circostanze attorno a noi, in primis la pandemia ma anche le nuove povertà e il disagio sociale, ci interpellano nell’”uscire da noi” e donare.

Nessuno si deve sentire escluso e per questo vorrei avviare un confronto costruttivo per far crescere il movimento biancoceleste attorno alle battaglie sportive, sociali e culturali utili alla comunità in cui viviamo.

Arrivederci a tutte e a tutti nel nido biancoceleste di Piazza della Libertà: ogni componente di questo articolato mondo biancoceleste – atleti, tecnici, dirigenti, volontari, sostenitori – era, è e sarà non solo benvenuta ma essenziale a questi fini. Ciascuna delle componenti ha bisogno dell’altra all’insegna del “concordia parvae res crescunt” che i Fondatori vollero imprimere al nostro sodalizio.

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